10 febbraio 2026
BULLISMO – LA MEDIAZIONE RIPARATIVA NELLA SCUOLA EDUCARE AL RISPETTO E ALLA RESPONSABILITÀ
67MILA STUDENTI COLLEGATI AL TERZO APPUNTAMENTO 2026 DEL PROGETTO SCUOLA DI FONDAZIONE CONAD ETS, CON GHERARDO COLOMBO, ROBERTO CORNELLI E LA PARTECIPAZIONE STRORDINARIA DEL CARDINALE MATTEO MARIA ZUPPI
Il bullismo non è solo una violazione delle regole, ma una frattura nelle relazioni e nella dignità delle persone. È da questa consapevolezza che nasce il terzo appuntamento annuale del Progetto Scuola di Fondazione Conad ETS, trasmesso in diretta streaming nazionale e dedicato al tema “Bullismo –Riconoscere, responsabilizzare, ricostruire. La mediazione riparativa nella scuola”. L’incontro ha coinvolto 67mila studenti di 426 istituti secondari di secondo grado, da 283 città in tutta Italia, offrendo loro un’occasione di confronto su uno dei fenomeni più diffusi e dolorosi della vita scolastica, oggi amplificato anche dalla dimensione digitale e dal cyberbullismo.
Oltre la punizione: un cambio di paradigma educativo.
Al centro della giornata, l’approccio della mediazione e della giustizia riparativa nella scuola, che propone uncambiamento profondo nel modo di affrontare il bullismo: non la sola punizione del comportamento scorretto ,ma il riconoscimento del danno, la responsabilizzazione di chi lo ha causato e la ricostruzione dei legamiall’interno della comunità scolastica. Per mediazione riparativa nella scuola si intende un approccio educativo che, di fronte a un episodio dibullismo o a un conflitto, non si limita a individuare una colpa e applicare una sanzione, ma mette al centro le persone coinvolte e le relazioni danneggiate. Attraverso percorsi guidati da figure formate, questo modello offre alla vittima uno spazio di ascolto e tutela, e invita chi ha commesso il comportamento violento a riconoscere l’impatto delle proprie azioni, ad assumersene la responsabilità e a contribuire attivamentealla riparazione del danno. L’obiettivo non è certo giustificare o minimizzare, ma prevenire la reiterazione della violenza e rafforzare il senso di responsabilità e appartenenza alla comunità scolastica. Un modello che considera il bullismo come fenomeno complesso, che coinvolge vittime, autori e contesto, e che chiama in causa il ruolo attivo delgruppo e degli adulti di riferimento. Un tema che gli studenti stessi indicano come prioritario, come emerge dalle rilevazioni Ipsos condotte negli anni precedenti nell’ambito del Progetto Scuola.
Le voci dell’incontro
A guidare il confronto sono stati Gherardo Colombo, già magistrato e presidente dell’Associazione Sulleregole, e Roberto Cornelli, professore ordinario di Criminologia all’Università degli Studi di Milano, affiancati da Federica Brunelli, mediatrice esperta in programmi di giustizia riparativa. La conduzione è stata affidata alla giornalista Elisabetta Soglio, responsabile del settimanale Buone Notizie – L’Impresa del Bene el Corriere della Sera. Attraverso analisi giuridiche, esempi concreti e riflessioni educative, i relatori hanno mostrato come la mediazione riparativa possa diventare uno strumento efficaceper prevenire e affrontare il bullismo, tutelando le vittime e offrendo a chi ha sbagliato la possibilità di comprendere l’impatto delle proprie azioni e di cambiare.
La scuola come comunità che educa
Come per tutti gli appuntamenti del Progetto Scuola, anche questo incontro è stato preceduto dalla diffusione alle scuole di materiali didattici di preparazione, pensati per favorire il lavoro in classe prima e dopo la diretta. Un percorso che valorizza concetti
chiave come dignità, riconoscimento, responsabilità e riparazione, offrendo agli studenti strumenti concreti per comprendere la complessità dei conflitti e il proprio ruolo nella comunità.
“La scuola è il primo luogo in cui si formano non solo le competenze, ma anche il senso della giustizia, della responsabilità e della convivenza civile – ha dichiarato Maria Cristina Alfieri, Segretario Generale e Direttrice di Fondazione Conad ETS –. Per la Fondazione, investire nella sensibilizzazione e informazione delle nuove generazioni significa accompagnare ragazze e ragazzi a comprendere meglio la complessità di molte dinamiche che vivono nella loro quotidianità. Affrontare oggi il tema del bullismo vuol dire parlare di dignità umana, di relazioni e di futuro. Con questo incontro abbiamo voluto offrire agli studenti strumenti culturali e educativi per comprendere i comportamenti che feriscono la dignità delle persone e generano esclusione e sofferenza, e per riconoscerne l’impatto. L’obiettivo è superare la sola logica della punizione e favorire percorsi di responsabilità, riparazione e crescita personale e collettiva”.